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Photo by Rémi Walle on Unsplash

Dalla cura al “prendersi cura”

di Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia.

L’allungamento della vita media, la medicina di precisione, l’innovazione tecnologica e i nuovi bisogni emersi hanno imposto a Regione Lombardia di rivedere la sua offerta di servizi dedicata alla persona anziana e ai malati cronici attraverso una loro presa in carico globale e un cambio di prospettiva che ci porta dalla cura al ‘prenderci cura’ dei pazienti. Con l’approvazione della Legge Regionale n. 23 dell’11 agosto 2015, Regione Lombardia ha avviato un importante processo di evoluzione del suo sistema sociosanitario, oggi al suo culmine con la realizzazione della presa in carico.

Con la riforma, è stata ridefinita la rete d’offerta sociosanitaria, nella prospettiva della personalizzazione delle risposte e di una integrazione tra ospedale e territorio. La nuova offerta ha previsto la creazione di strutture che garantiscano la continuità nell’assistenza anche fuori dagli ospedali. Queste strutture che stanno continuando a nascere su tutto il territorio sono i Presidi Ospedalieri Territoriali (POT), cioè ospedali a bassa intensità di cura, e i Presidi Socio Sanitari Territoriali (PRESST), luoghi di accoglienza e di presa in carico per i nostri malati cronici, per le persone più fragili e per i nostri anziani.

Abbiamo approvato 263 provvedimenti di cui 120 delibere e 143 decreti. Abbiamo, inoltre, provveduto alla nomina dei nuovi Direttori Generali, Amministrativi, Sanitari e Sociosanitari, che per la prima volta sono avvenute sulla base di una ‘short list’ di 100 nominativi selezionati da una commissioni di esperti esterni, modello poi assunto anche dal Governo. Abbiamo avviato l’Agenzia di Controllo, l’Osservatorio Epidemiologico e l’Accademia di Formazione. Nel corso del 2016 abbiamo insomma plasmato l’infrastruttura organizzativa sulla base dei bisogni delle persone e delle loro famiglie. Nel 2017 siamo passati concretamente dalla cura al prenderci cura della persona attraverso la costruzione di percorsi di presa in carico integrati e personalizzati.

A questo scopo abbiamo definito delle tipologie di pazienti in base al loro bisogno di cure: fragilità clinica, ovvero circa 150.000 pazienti con quattro o più patologie; cronicità polipatologica, circa 1.300.000 pazienti con due o tre patologie; cronicità monopatologica, che riguarda circa 1.900.000 pazienti con una patologia. Medici di Medicina generale, erogatori di servizi pubblici e privati accreditati si sono quindi candidati, sulla base di requisiti e criteri specifici forniti da Regione, per la presa in carico di questi pazienti cronici della nostra Regione (in tutto 3.350.000), che rappresentano il 30% della popolazione assistita, a cui è destinato il 75% delle risorse per ricoveri, visite specialistiche ambulatoriali e di farmaceutica territoriale e ospedaliera.

Il paziente cronico potrà fare tutte le visite e gli accertamenti di cui necessita nello stesso luogo, senza dover più girare da una parte all’altra, evitando perdite di tempo, difficoltà di prenotazione e di accesso, in sintesi verrà preso incarico in maniera completa. A breve, invieremo una lettera ai pazienti in cui saranno elencati i gestori più vicini. Saranno poi i pazienti a scegliere da chi essere presi in carico all’interno della lista degli accreditati. Nel momento in cui l’utente sceglie il gestore sottoscrive con lui un Patto di cura che prevede la predisposizione di un Piano di assistenza individuale (Pai) e la programmazione di un percorso di cura personalizzato. Questo sistema ci consentirà anche di tagliare le liste d’attesa e impedire il sovraffollamento dei Pronto soccorso.

Si continuerà a parlare di evoluzione del sistema socio sanitario lombardo il 24 novembre, durante FORUM PA LOMBARDIA:

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